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10 marzo 2013

Le Zeugenladungen dopo



Le prime considerazioni fatte dalla commissione riguardano l’assenza di informazioni e suggerimenti utili che il destinatario vorrebbe fossero contenuti nella lettera, come per esempio durata dell’udienza, eventuali rimborsi spese e i diritti che il  testimone ha nel procedimento penale. Oltre a ciò, da un sondaggio sulle domande fatte per telefono dai testimoni ai funzionari del tribunale prima dell’udienza, risulta che circa 1/4 delle richieste riguardava informazioni concrete su come si arriva al tribunale. 1/3 dei testimoni chiedeva addirittura informazioni sulle possibilità di parcheggio.
Vediamo come si presenta la citazione a testimoni con i miglioramenti di carattere linguistico e contenutistico apportati dalla commissione.


[Briefkopf]

in einem beim Landgericht Stuttgart anhängigen Strafverfahren
gegen

wegen
ist es erforderlich, Sie als Zeugin zu vernehmen. Wir bitten Sie daher, am

................. um ........ Uhr im Saal .... des Gerichtsgebäudes
Ulrichstraße 10 in Stuttgart,

zu Ihrer Vernehmung zu erscheinen. Bitte bringen Sie diese Ladung und
Ihren Personalausweis zum Termin mit. Das Gericht ist bemüht, Sie pünktlich
zu vernehmen. Wir können jedoch nicht ausschließen, dass sich der Beginn
Ihrer Vernehmung ein wenig verzögert. Dafür bitten wir dann um Verständnis.
Diesem Schreiben sind auf der Rückseite einige Hinweise beigefügt mit wichtigen
Informationen für Sie, zum Beispiel, dass Sie zu dem Termin erscheinen
müssen, über die Erstattung von Fahrtkosten und Verdienstausfall und über
Ihre Rechte, sofern Sie selbst Opfer einer Straftat geworden sind.

In Ihrem eigenen Interesse sollten Sie diese Hinweise sorgfältig lesen.

Wenn Sie Fragen haben, setzen Sie sich bitte mit dem Gericht unter der Telefonnummer
(0711) 212 - 3840 in Verbindung.

Mit freundlichen Grüßen

Im Auftrag



All’inizio, come nel vecchio prestampato, sono brevemente indicate le informazioni essenziali che riguardano l’udienza penale di cui si tratta.
Subito dopo emerge l’informazione più importante, ossia il fatto che il destinatario della lettera verrà interrogato come testimone. Questa volta però il messaggio non è comunicato con tono autoritario come nell’esempio precedente das Gericht wird Sie als Zeugin vernehmen in cui l’uso del tempo futuro wird vernehmen segnala che l’azione avverà con certezza, bensì con la forma  ist es erforderlich che introduce l’infinitiva Sie als Zeugin zu vernehmen. Con questa scelta l’intera formulazione appare meno “aggressiva”, ed è comunque espressa la necessarietà del provvedimento preso. Analogamente Wir bitten Sie daher am…zu ihrer Vernehmung zu erscheinen sostituisce il quasi tassativo Kommen Sie deshalb bitte rechtzeitig zur Vernehmung. Sono sufficienti alcune scelte sintattiche come quella di optare per la costruzione infinitiva Wir bitten Sie…zu erscheinen in luogo di quella imperativa Kommen Sie bitte… , oppure quella di scrivere Ihrer Vernehmung (con l’aggettivo possessivo  Ihrer) piuttosto che zur Vernehmung per rendere il messaggio più confortante e meno impersonale per il destinatario.
Le informazioni che riguardano il giorno, l’ora e il luogo dell’udienza (am... um...Uhr im Saal...des Gerichtsgebäudes…), senz’altro di maggior interesse per il testimone, sono evidenziate graficamente con il grassetto e godono di uno spazio privilegiato rispetto ad altre informazioni presenti nella lettera in modo da essere ben visibili.                       
Dunque il destinatario ha essenzialmente compreso quello che è il messaggio centrale della lettera, ossia che sarà ascoltato come testimone nel processo penale X contro tizio e che dovrà comparire all’udienza in tribunale il giorno Y alle ore Z.
A questo punto, nelle vecchie citazioni si richiama l’attenzione del destinatario sul suo dovere giuridico e vengono presentate con cura estrema le eventuali conseguenze a cui un testimone va incontro nel caso in cui decidesse di non presentarsi in tribunale. La commissione riconosce l’importanza di dover ricordare ai cittadini, citati come testimoni, le conseguenze di un loro eventuale non-presentarsi. Tuttavia, ritiene dannoso riservare più di dieci righe dell’intera citazione, per di più nella parte centrale del testo, all’avviso – minaccia (perché se l’avvocato Lo Bello mi dicesse che, non comparendo in tribunale, rischio una multa di mille euro senza aver fatto del male a nessuno è così che la prenderei, come una minaccia).
Sostanziali le variazioni della commissione a questo proposito. Senza ricorrere all’uso di tecnicismi, ma optando per espressioni della lingua comune, in frasi brevi e semplici, dà suggerimenti utili (…bringen Sie diese Ladung und ihren Personalausweis zum Termin mit…) e, altra indicazione importante, avvisa che l’ora  esatta in cui il testimone verrà interrogato potrebbe variare (Wir können jedoch nicht ausschließen, dass sich der Beginn ihrer Vernehmung ein wenig verzögert.).
A quelle questioni nondimeno rilevanti come l’obbligo di comparire, eventuali rimborsi spese o i diritti che il testimone ha durante il procedimento (...dass sie zu dem Termin erscheinen müssen, über die Erstattung von Fahrtkosten…und über ihre Rechte…), viene appena accennato. Infatti si rimanda ad un foglio informativo in cui quelle questioni sono affrontate in maniera più completa (Diesem Schreiben sind auf der Rückseite einige Hinweise beigefügt, e si invita, in grassetto sottolineato, a  leggerlo attentamente nel proprio interesse.
A nostro avviso, ciò che caratterizza positivamente questo tipo di fogli informativi normalmente allegati alla citazione, è il fatto che i singoli argomenti spiegati sono presentati sotto forma di domande.

Facciamo un esempio:

Was haben Sie am Terminstag zu beachten ?

Bitte warten Sie vor dem in der Ladung angegebenen Raum; Sie werden aufgerufen. Dies gilt nicht, falls Sie sich verspäten. In diesem Fall melden Sie sich bitte sofort im Sitzungssaal.[2]

Questa tecnica agevola notevolmente l’accesso alle informazioni e ai loro contenuti proprio perché consente di rivolgersi a chi legge, il quale certamente non è un esperto di diritto, utilizzando il linguaggio e il modo di condurre il discorso a lui più familiari.
Ma torniamo a commentare la Zeugenladung. Tra gli accorgimenti conclusivi che la commissione propone vi è quello di indicare il numero di telefono al quale l’utente, qualora dovesse ancora avere dei dubbi, può contattare il tribunale (…setzen Sie sich bitte mit dem Gericht unter der Telefonnummer…in Verbindung.). Una soluzione alternativa è quella di organizzare a piè pagina, se l’impaginazione del documento lo prevede, il numero di telefono, insieme a informazioni che riguardano le possibilità di arrivo al tribunale e gli spazi riservati al parcheggio.
Ancora un’ultima osservazione. Nella vecchia Zeugenladung l’emittente si configura linguisticamente come soggetto soltanto una volta in tutto il documento (Das Gericht wird Sie…) e lo fa in qualità di istituzione: il Tribunale. Al contrario, in più di quindici occasioni il destinatario è tenuto a rispettare un provvedimento, assumersi le proprie responsabilità e a fare molto altro (…Sie als Zeugin vernehmen…kommen Sie rechtzeitig…Beachten Sie…Sie sind verpflichtet…müssen Sie…auch wenn Sie sich entschuldigt haben…e così via). Fortunatamente nelle nuove Zeugenladungen l’emittente si concretizza linguisticamente diverse volte ( Wir bitten Sie…Das Gericht ist bemüht…wir können nicht ausschließen...wir bitten um Verständnis), ha un numero di telefono al quale possiamo contattarlo e firma in chiusura con nome e cognome (Im Auftrag…). Niente male.
Concludiamo e ci accorgiamo con piacere che persino il modo di congedarsi Mit freundlichen Grüßen suona molto più disponibile dell’insensibile Hochachtungsvoll.





8 marzo 2013

Dalle vecchie alle nuove Zeugenladungen

    “Das Unbehagen, das mit einer Zeugenladung einhergeht, führt immer mehr zu einem verbreiteten Unwillen, überhaupt bei Gericht zu erscheinen, sich gewissenhaft mit den Zeugenpflichten auseinanderzusetzen und sich in die Rolle hineinzuversetzen, die ein Zeuge auszufüllen hat, nämlich die, dem Gericht mit seiner Aussage bei der Wahrheitsfindung behilflich zu sein. Immer mehr häufen sich - auch in alltäglichen Verfahren - Telefonanrufe und Schreiben von Zeugen, die ihren Unwillen und ihr Desinteresse, bei Gericht zu erscheinen, deutlich machen. Diese Problematik bedeutet nicht nur eine Belastung der Abteilung vor Hauptverhandlungsterminen, sondern stellt auch eine Gefahr für die Wahrheitsfindung dar. Es steht außer Frage, dass ein schlecht motivierter oder ängstlicher, verunsicherter Zeuge nicht die Rolle einnehmen kann, die ihm im Strafprozess zugewiesen ist.” 

   Nel brano, citato dalla relazione finale della commissione, è spiegato che il disagio creato a chi riceve una citazione a testimoni provoca nel soggetto una sorta di risentimento a collaborare con l’autorità giudiziaria. 
   Un testimone che sia demotivato, timoroso ed insicuro difficilmente è in grado di . adempiere i compiti che gli vengono assegnati in un processo penale. Normalmente le autorità giudiziarie penali contattano i testimoni nel caso ci sia il bisogno di una loro deposizione nel dibattimento in tribunale. 
   Se ci basiamo sull’assistenza che un testimone si aspetta dalla Giustizia, giudichiamo che i moduli di citazione a testimoni usati comunemente non soddisfano le aspettative del destinatario. Soprattutto se si considera la situazione di un testimone: in pratica gli si chiede di collaborare alla soluzione di un caso nel quale probabilmente non sono coinvolti direttamente i suoi di interessi; gli si chiede di collaborare in nome della giustizia.

2 febbraio 2009

Meritiamo Chiarezza


   Cominciamo dagli aspetti che tendiamo a dare per scontati.

   Che cosa significa comunicare? A grandi linee significa scambiarsi delle informazioni. Chi vuole comunicare deve farsi capire, altrimenti fallisce il suo obiettivo di emittente. Se il nostro interlocutore non comprende il messaggio che vogliamo trasmettergli, è quasi come se non avessimo mai comunicato.

   A tal proposito A. Testa (2002) commenta che:
   “Se a non farsi capire è un professionsta della comunicazione, questo danneggia lui anche come professionista, che tradisce il mandato del suo committente e corre, poi, il rischio di farsi licenziare.
  Anche se non lo licenziano, c’è un particolare tipo di professionista che non può permettersi di non rivolgersi a tutti: è chi comunica per conto di un organizzazione pubblica […]”.


   Quando un tribunale, un ufficio o qualsiasi altra organizzazione pubblica cerca di regolare i comportamenti dei cittadini, e certamente lo fa comunicando, ha il dovere di farsi capire. Per garantire l’interesse pubblico è necessario che la comunicazione pubblica sia trasparente, ossia democratica, quindi chiara. 


   In questa ottica, la richiesta che istituzioni giuridiche e pubbliche comunichino e producano messaggi chiari e comprensibili non è solo una fissazione di linguisti o esperti della comunicazione, piuttosto scaturisce da ragioni pratiche .
   Infatti il comune cittadino si trova spesso nella situazione paradossale di dover adeguare il proprio comportamento a disposizioni che gli vengono comunicate in un linguaggio che comprende con difficoltà o, nella peggiore delle ipotesi, non comprende affatto. 

   Naturalmente i cittadini accettano l’ordinamento giuridico e si rimettono al giudizio delle istituzioni che regolano la vita associata, ma gran parte di essi lo fa senza conoscere bene le leggi e magari senza capire bene il contenuto della lettera che l’altro ieri hanno ricevuto dall’ufficio del comune in cui vivono. Perché pensano: “Qualche motivo ci sarà, meglio fare come dicono.” 
   Ma una democrazia ha bisogno di cittadini che siano maggiorenni e critici. Ha bisogno di cittadini che siano in grado di partecipare alle scelte e alle decisioni di uno stato. Ecco perché è necessario che il consenso e la collaborazione che le istituzioni chiedono ai cittadini si basino sulla possibilità di comprendere, e non sull’indifferenza.


Cosa significa essere chiari ?

La chiarezza sembra essere un concetto facile da riconoscere. Diremo per esempio che la lettera che abbiamo ricevuto ieri dalla segreteria dell’università alla quale siamo iscritti è scritta in modo chiaro, in quanto abbiamo capito perfettamente il contenuto che intendeva comunicarci. 

   D’altra parte però la chiarezza è spesso difficile da definire. E poi, chiaro rispetto a che cosa? Comprensibile per chi? Siamo d’accordo con Annamaria Testa (2002) quando sostiene che “Dire in maniera semplice e comprensibile come si fa a dire le cose in modo semplice e comprensibile è cooomplicatissssimooo.” Al contrario di quanto uno possa credere, è più facile scrivere complicato piuttosto che scrivere in modo chiaro.

   Sicuramente la chiarezza non ha un essenza statica, fissa. Un’ordinanza di citazione per esempio può essere chiara, quindi comprensibile, per l’avvocato Lo Bello, ma può non esserlo per sua moglie. La chiarezza, così come la comprensibilità, è sempre relativa. È relativa all’argomento, al contesto, al destinatario (e quindi alla sua condizione, alle sue competenze, alle sue motivazioni). Entrano in gioco variabili legate al tempo, al luogo, alle classi sociali, ai mezzi di comunicazione impiegati, alle scelte stilistiche.
   Quando parliamo di chiarezza e
comprensibilità dobbiamo spostare la nostra attenzione dalla capacità di esprimersi alla capacità di comprendere. In altre parole, quando la comunicazione, in ambito giuridico o burocratico, si svolge tra addetti ai lavori è improbabile che sorgano problemi di comprensione. Questi ultimi sorgono piuttosto quando impiegati che lavorano nei tribunali o per altre organizzazioni pubbliche parlano o scrivono ai cittadini. Nella maggior parte dei casi infatti l’esperto che si configura come emittente tende a considerare se stesso come unica misura di comprensibilità di quanto dice o scrive, proiettando le proprie competenze sul destinatario.


   Non è necessario dunque avviare un processo di semplificazione che coinvolga a trecentosessanta gradi tutta la comunicazione che si sviluppa in ambito giuridico o negli ambienti burocratici. Occorre piuttosto, nel momento in cui ci si rivolge a utenti non esperti, insistere su una comunicazione adeguata ed efficace; quindi tentare di raggiungere la tanto ambita chiarezza, partendo proprio da una maggiore considerazione della capacità di comprensione dei nostri destinatari.
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